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venerdì 10 maggio 2019

Oggi parliamo di Buzzati, autore di cui non potevo non scrivere  in quanto condividiamo lo stesso lungo di nascita: Belluno, così come la stessa cultura e soprattutto lo stesso paesaggio.
Buzzati nacque nel 1906, e fin da piccolo entrò in contatto con il senso atemporalità che caratterizza il nostro territorio. Da piccolo infatti era solito giocare al Piave, dove ebbe la prima percezione del deserto, del quale scriverà nel suo celebre romanzo "il deserto dei tartari". Il paesaggio è un tema fondamentale dell' infanzia di Buzzati; è infatti dalla finestra della sua camera nella  "villa Buzzati" che entra in contatto con la parete della Schiara. Le Dolomiti per lui furono un elemento molto importante  tant'è che fin da piccolo aveva una forte weltanschau, ovvero una forte percezione dei luoghi.
Ebbe per tutta la  vita il desiderio di esplorare l'ignoto (sogno che coronò diventando alpinista) e di trovare un rifugio. Quindi conobbe molto presto il tema dell'infinito, dell' inesplorato e  misterioso di cui scriverà nei suoi libri come " il barnabo delle montagne" e "segreto del bosco vecchio".
Un evento importante della sua biografia fu la morte prematura del padre, a causa di un tumore, che  lo lasciò senza un' importante figura all'età di 14 anni. Proprio per questo evento traumatico, e anche per il suo essere, si rifugiò sempre nella fantasia,  tema che si ritrova nei paesaggi dei suoi racconti.
Fu un artista a tutto tondo: pittore, poeta , fumettista e ovviamente scrittore.
Anche se nei  suoi libri utilizza un linguaggio semplice, costringe i suoi lettori a mettersi in altri punti di vista, ma soprattutto i suoi libri parlano di temi universali che legano gli uomini e appianano le differenze.

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