Infatti quando si parla di Svevo è impossibile che non emerga la questione dell'identità. Le domande su cui Svevo si interrogò fin dalla sua infanzia sono state causate dal suo luogo di nascita. Svevo infatti nacque a Trieste nel 1861, città eccentrica incentrata sulla Mittle-Europa, dato sarà di appartenenza tedesca fino alla prima Guerra Mondiale.
Molti non sanno che in realtà "Italo Svevo" è lo pseudonimo di Ettore Schimtz. Il suo vero nome ricorda le sue origini ebraiche con le quali è entrato in contatto a Trieste, insieme a quelle tedesche. Lo pseudonimo che scelse però è significativo perché il nome Italo rimanda alla cultura italiana, mentre Svevo alla cultura tedesca. Possiamo quindi notare come Svevo si sia interrogato fin da piccolo sulla sua appartenenza a più culture e come queste componenti abbiano influenzato la sua storia.
Durante la sua infanzia l'autore subì molte perdite, tra le quali la più significativa fu quella del padre, evento che ricorre anche nella vita di Zeno Cosini, il protagonista del suo più celebre romanzo "la coscienza di Zeno".
Questo libro fu per Svevo uno specchio della sua vita, infatti alcuni eventi riportati nel libro sono stati realmente vissuti dall'autore: ad esempio Svevo fu costretto dal padre a lavorare negli ultimi anni della sua infanzia; cambiò molti lavori ( come Zeno) passò dall'impiegato in banca al lavoratore in una ditta di vernici ed infine scrittore.
Il romanzo che rispecchia le novità dell'epoca, come la psicanalisi, tratta anche del tema dell'identità, che per il protagonista rimarrà inconcluso.
La tematica più trattata nel romanzo è il fumo, che per Zeno e per Svevo stesso diventa un'ossessione inguaribile. All'epoca dell'autore però era percepito come una testimonianza dell'entrata nell'età adulta. Ciononostante rimane comunque immaturo perché userà sempre "l'ultima sigaretta" come capro espiatorio per giustificare le sue colpe.
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